• Ospedale delle Milizie '700 San Servolo Venezia

    Ospedale delle Milizie '700 San Servolo

  • Ospedale psichiatrico San Servolo Venezia

    Ospedale psichiatrico di San Servolo Venezia

  • Colonia agricola a San Servolo Venezia

    Colonia agricola nell'isola di San Servolo

  • Particolare chiesa San Servolo, Venezia

    Particolare chiesa San Servolo, Venezia

  • Ritratti delle pazienti

    Ritratti delle pazienti di Ann_karin Furunes

  • Pianta di San Servolo 1882 Venezia

    Pianta di San Servolo 1882

  • Organo Nachini 1745 Chiesa di San Servolo Venezia

    Organo Nachini 1745 Chiesa di San Servolo Venezia

Storia ospedaliera

L’isola di S. Servolo, inizialmente sede conventuale, diviene solo in un secondo momento sede ospedaliera e manicomiale. Non essendoci notizie certe, si ritiene che il primo insediamento dei frati Benedettini, con la costruzione di una chiesetta e l’erezione di un monastero dedicati al martire triestino S. Servolo, risalga alla fine del VII secolo. Gli insediamenti monastici continuano successivamente con l’arrivo in isola, agli inizi del XII secolo, delle monache benedettine provenienti dal convento di Malamocco. La loro presenza si protrae fino al 1615. L’isola rimane quindi – come testimonia Coronelli nel suo Isolario (1696-1697) – pressoché disabitata. Nel 1647 approdano da Candia, attaccata dai Turchi, circa 200 suore. Durante la seconda metà del ‘600 il loro numero diminuisce progressivamente. Il 4 giugno del 1716 il Senato fa trasferire le ultime due monache di Candia rimaste in isola e inizia ad utilizzare i locali del convento come sede di un Ospedale Militare. Si chiude, così, la storia conventuale dell’isola ed ha inizio la sua storia ospedaliera.

Leggi articolo:  I primi insediamenti.pdf.

La storia degli ospedali di San Servolo conosce in seguito due fasi storiche: la prima è legata alla storia delle istituzioni ospedaliere veneziane e la seconda a quella della segregazione e poi della cura della pazzia. Un cammino lungo oltre duecento anni che inizia con l’istituzione dell’ospedale delle milizie, voluto dalla Repubblica di Venezia nel Settecento e prosegue con il successivo ricovero in questi stessi spazi dei primi “folli”. Il 31 dicembre 1808 viene chiuso definitivamente l’ospedale Militare e il 1° marzo 1809 viene trasferito a S. Servolo l’Ospedale dei 60 piagati istituito per volontà della nobil donna Anna Vendramin Loredan per il «mantenimento di n. 60 poveri schifosi, vaganti per la città» e che vi resterà fino al 1874. Dall’inizio del Novecento in poi verranno percorse le nuove modalità di approccio e di cura alla malattia mentale, un percorso che si concluderà, con il trasferimento degli ultimi pazienti, il 13 agosto 1978 in seguito all’approvazione, della legge n. 180/78 (detta “Legge Basaglia” dal nome del proponente prof. Franco Basaglia) con la chiusura del manicomio.

L'archivio

L’attività manicomiale inizia nell’Isola di San Servolo il 25 ottobre 1725, con il ricovero del primo ‘pazzo’, sotto la direzione dei religiosi Ospitalieri di S. Giovanni di Dio detti Fatebenefratelli. La loro opera è proseguita nei secoli, con vari cambiamenti nella gestione, fino ad arrivare, con la Legge n. 180/78, alla chiusura dei manicomi lasciando alla Provincia di Venezia – oggi Città Metropolitana di Venezia – un patrimonio storico unico (cartelle cliniche, documentazione amministrativa, registri, ecc.), fonte di memoria storica per l’isola di San Servolo, per la città di Venezia e per la storia della medicina psichiatrica dagli albori fino ai giorni nostri. L’archivio è stato gestito dalla Fondazione San Servolo I.R.S.E.S.C. (Istituto per le Ricerche e gli Studi sull’Emarginazione Sociale e Culturale) fino al 2014. Dal 2015, per effetto della fusione per incorporazione voluta dal Socio Unico Città Metropolitana di Venezia, le funzioni dell’I.R.S.E.S.C. sono passate alla Società in house della Città Metropolitana stessa “San Servolo s.r.l.”. L’ archivio è aperto per consultazioni e informazioni il martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,30 alle ore 13,00. È possibile comunque accedere all’archivio anche su appuntamento telefonando al numero 041 2765452/7 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Si tenga presente che i documenti “riservati relativi a situazioni puramente private di persone” (è questo il caso delle cartelle cliniche) diventano liberamente consultabili solo dopo 70 anni. Il patrimonio archivistico dell’isola di San Servolo comprende i seguenti fondi archivistici:

Nell’archivio è anche conservato un notevole patrimonio fotografico comprendente per San Servolo n. 2 album con foto di degenti dal 1874 in poi e n. 2 album di foto delle strutture manicomiali risalenti ai primi anni del ‘900 mentre per San Clemente ci sono n. 5 album con foto delle degenti dal 1873 in poi e n. 2 album di foto delle strutture manicomiali; arricchiscono il patrimonio 13.695 lastre fotografiche facenti parte dell’archivio di San Servolo ed aventi per soggetto quasi esclusivo i pazienti dal 1921 al 1971. Inoltre, su quasi tutte le cartelle cliniche, a partire dal 1874, è apposta la foto del paziente.

L'antica farmacia di San Servolo

“Il 4 gennaio 1719 (more veneto: l’anno cominciava il 1° marzo e finiva il 28 febbraio) il Magistrato alla Sanità della Repubblica Serenissima, Alvise Mocenigo, decretava che la “pubblica spezieria eretta nell’isola di San Servolo fosse perpetuamente destinata alla fornitura dei medicamenti necessari all’Ospedale alla suddetta spezieria annesso”. I frati speziali dell’Ordine dei Padri Ospitalieri di San Giovanni di Dio erano tenuti in grande considerazione da parte del Magistrato della Sanità tanto che la spezieria venne riconosciuta come “farmacia pubblica dei forti e delle milizie” e dal 1749 cominciò a rifornire di medicamenti gli ospedali e i dispensari delle più importanti roccaforti militari della Repubblica quali Chioggia, Zara, Corfù. Nel 1809 la spezieria dell’ospedale di San Servolo divenne “Farmacia Generale” incaricata di preparare tutti i farmaci destinati ai poveri delle trenta fraterne della città. Nel 1826 la Congregazione di Carità, deputata all’amministrazione centrale degli stabilimenti di beneficenza pubblica, venne sciolta e la farmacia di San Servolo tornò a svolgere il suo lavoro di routine al servizio dell’ospedale che dal 1804 era diventato “Manicomio Centrale delle provincie venete”. La farmacia di San Servolo ha continuato a funzionare, provvedendo anche al fabbisogno dell’altro ospedale posto nell’isola di San Clemente, fino al 10 agosto 1978, quando l’Ospedale psichiatrico fu chiuso in base alla promulgazione della legge 180. Tratto dalla ricerca del dott. Ernesto Riva, in Atti e Memorie dell’Accademia Italiana di Storia della Farmacia; a. XIII n° 1, aprile 1996. Oggi l’antica farmacia di San Servolo ha ancora i suoi scaffali originali in noce massiccio e oltre 200 vasi farmaceutici di varie forme e dimensioni, quasi tutti con coperchio e con l’effige del leone di San Marco, in giallo, disposto sopra il cartiglio, oltre al tavolo da lavoro, ad alcuni mortai (uno di questi datato 1815) e ad un paio di bilance. La farmacia è inserita nella visita del Museo del Manicomio di San Servolo .

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